05 set 2010 07:25:31




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utente dal: 15 mag 2008

Pongo un nuovo quesito:

- Se una GAE "opera" al dì fuori della regione dove ha ottenuto la qualifica, deve comunicarlo nella regione in cui si sposta oppure no?


Grazie
firma: Meglio essere ottimisti e avere torto che pessimisti e aver ragione.
Postato il: 17 gen 2010 : 01:06:53 by IP:
L'utente Marco_Fazion è offline! Marco_Fazion
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utente dal: 13 gen 2010

Salve “junior 6”
Nella sbrigatività del mio commento, omettevo di specificare l'occasionalità della che non crea un profilo da “ristoratori”: altro è aprire, ad esempio, un baretto o una spaghetteria in un circolo di tennis, che pure fa attività per soli soci, altro è (parlavo dal mio punto di vista di Guida in effetti) organizzare un campo in tenda di una settimana o un trekking o la famosa salsicciata domenicale. Ovviamente entrambe le attività mi sono precluse qualora io lavori come Gae, non sono affatto precluse ad un'associazione. Naturalmente non è che si ponga il problema dell'ispezione dei Nas a 2000 metri di quota, si pone invece il problema di un eventuale "mal di pancia" al rientro.
Come Guida abbiamo sempre la scappatoia del “pasto autogestito” : io do al cliente un fornello, una pentola, un mestolo e un accendino; lui ha comprato il cibo in negozio (l'ho fatto io, ma il cliente mi rimborsa lo scontrino e se lo tiene), lui lo cucina (il cliente è distrutto e finisce che la sbobba la cucino io, ma non necessariamente). Ma, in questi casi, a ogni Gae un poco strutturata, come spudoratamente consiglio nel mio testo, conviene avere un'associazione “di appoggio”. Alla faccia di chi pensa che nostri due mondi non possano – qualcuno dice, non debbano! - collaborare.
Per quanto al resto, tutto molto corretto; segnalavo la tipologia di imponibilità fiscale e non delle ass. sportive, in effetti il caso più ricorrente nella nostra pratica - magari per il mondo delle quattro zampe è diverso - non sono né le Onlus, (impresa sociale) né le ass. di volontariato o quelle di promozione sociale, bensì le ass. sportive.

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A proposito delle salsicciate non è affatto vero che basta la cucina di casa, un associazione o più comunemente definito circolo, se intende somministrare cibi e bevande, deve avere il preposto HACCP con l'autorizzazione ex REC in funzione dei livelli di somministrazione sono 3 fino a "mensa", è assoggettata al pari di un esercizio commerciale per le autorizzazioni sanitarie.

La cucina di casa è concessa per gli agriturismo, ma, stiamo parlando di aziende agricole, coltivatori diretti, imprenditori agricoli.

Per cui la somministrazione cibi e bevande richiede come giustamente il Sig.Fazion citava che sia accompagnata anch'essa da una adeguata assicurazione (antigastroenterite per esempio), per le associazioni di promozione sociale riconosciute o iscritte ai registri provinciali/regionali/nazionali possono organizzare anche turismo per i loro iscritti ma devono per legge stipulare assicurazioni infortuni e rct (è meglio affidarsi anche a guide turistiche o quant'altro sempre che non lo siano già gli organizzatori).

Anche sulla questione dei rimborsi il mio punto di vista è che, per definizione e per legge le prestazioni verso soci e loro parenti non sono ritenute attività commerciali e non creano reddito per l'associazione, che può sempre per legge, avvalersi delle prestazioni dei propri iscritti.

Ciò che è importante dire è che possono fare ciò indicato sopra le associazioni di promozione sociale 383/2000 e non quelle di volontariato es. Dlgs 266.

Facilitazioni amministrative:

le associazioni di promozione sociale sono autorizzate per legge a svolgere attività turistiche e ricettive a favore dei propri associati, con obbligo tuttavia di stipulare idonea polizza assicurativa;

le associazioni di promozione sociale presentano al comune una denunzia di inizio attività, e sono automaticamente autorizzate a svolgere l'attività di somministrazione di alimenti e bevande (fermi restando gli obblighi relativi al rispetto delle norme sulla sicurezza e igiene dei locali, ed alle prescritte norme amministrative, ivi compresi i necessari controlli della ASL competente);



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Postato il: 17 gen 2010 : 10:05:12 by IP:
L'utente Marco_Fazion è offline! Marco_Fazion
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utente dal: 13 gen 2010

Caro Luigi Cesare, (ho letto il tuo nome solo ora)
mi sfuggiva (chiedo venia, con 20 normative diverse) che, come mi pare il Trentino, il Piemonte abbia regolamentato la figura, come giustamente mi fa notare; il che genera, appunto, esclusività nella prestazione, che è e rimane (Sentenza della Corte Costituzioanle del 2004 Aigae-Emilia Romagna contro le Guide Alpie) una professione intellettuale di ambito turistico. Priva di codice ateco specifico .... cosa che ci massacra a livello di "congruità"; veniamo infatti pagati circa 1/3 di una guida turistica per cui la presupposizione di reddito nei nostri confronti è semplicemente folle, tant'è che, a differenza delle turistiche facciamo quasi tutti un secondo lavoro...quando il secondo non è la Gae...
Il fatto che le associazioni sportive equestri rilascino attestati non professionali fa parte ovviamente delle loro prerogative. Che li usino per lavorare, spesso, con turisti associati il giorno prima, evadendo il fisco, mentre io pago le tasse non è piacevole, ma ... diamo tempo al tempo, il settore deve crescere e finché non si riesce a vivere con le professioni dell'accompagnamento ci sarà sempre chi cerca di "arrangiarsi". Verò è anche che chi sia arrangia può lavorare a due soldi perché non paga le tasse, insomma, è un cane che si morde la coda...
Quanto alle figure interne alle associazioni, nel mio testo non ho voluto scriverlo - rimedierò nella prossima edizione, fra un anno e mezzo: non c'è nessun principio civilistico che dica che per accompagnare dei soci, in associazione, ci vogliano dei soci particolarmente qualificati. Sono stato accompagnatore di Alpinismo giovanile del Cai per molto anni e, dalla pratica, quel po' di cultura giuridica è venuta dopo, ho capito come stavano le cose... ma questo aprirebbe un lungo discorso sui presidenti che prima di inventarsi queste figure, mentre dormivano la domenica nel loro candido lettino potevano essere chiamati a rispondere della culpa in eligendo dei loro direttori di escursione..
un caro saluto
Marco

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Egregio sig. Marco, mi complimento per la Sua preparazione.

Devo però fare qualche precisazione suppletiva, a prescindere da GAE, Guide, Accompagnatori, Le rendo noto che la figura di accompagnatore di turismo equestre è presente anche nei codici ATECO ed è omologabile al pari della voce guide come attività professionale in camera di commercio.

Infatti le federazioni che Lei ha sapientemente citato giocano proprio sul nome del profilo,usando lo stesso delle qualifiche professionali rilasciate dopo corsi riconosciuti dalla regione, per quelle che hanno recepito la legge quadro nazionale sul turismo.

In occasione di Verona Cavalli 2007, mi avvicinai proprio allo stand citato e così mi posi:

- scusi, per chi ha la qualifica professionale di accompagnatore di turismo equestre come si confronta con i Vostri brevetti?

- la risposta (comica, ma, non tanto a mio dire) fu:

..ah! Lei devo comunque frequentare i nostri corsi per poter iscriversi alla federazione.

Incredibile risposta.

Quindi sono perfettamente allineato con ciò che dice, ma, forse non è a conoscenza di questa figura professionale che non è in antitesi o al dì sotto delle guide, è semplicemente una cosa un pò diversa. Attualmente, oltre dove l'equestre per le GAE è normato, è l'unico profilo professionale che nel ciclo formativo preveda l'accompagnamento guidato con equini.

*------------------------------------------------------------------------------------*

Accompagnatore di turismo equestre

Accompagna, per professione, singole persone o gruppi di persone in gite a cavallo. (dal 2006 sostituito con equino).



Normativa di riferimento

Legge regionale 26 novembre 2001 n. 33

DGR n. 27-11643 del 22/06/2009 pubblicata sul BUR n. 25 del 25 giugno 2009

Requisiti

Compimento del 18° anno di età.

Diploma di scuola dell'obbligo.

Per i cittadini stranieri è richiesta una buona conoscenza della lingua italiana parlata e scritta, ai fini della validità del titolo di studio occorre un'attestazione di equivalenza scritta in lingua italiana, rilasciata dall'ambasciata del Paese in cui è stato conseguito il titolo.

Esercizio della professione

Abilitazione professionale conseguita frequentando un apposito corso di qualificazione professionale ed il superamento di una prova finale di accertamento.

Iscrizione presso gli elenchi provinciali.


Per l'ammissione al corso è prevista una prova di selezione attitudinale.

Informazioni

per i corsi di formazione e aggiornamento e le modalità di partecipazione: rivolgersi agli Uffici Turismo o Formazione professionale delle Province)

per gli elenchi degli accompagnatori abilitati e tutte le altre informazioni (crediti formativi, riconoscimento titoli, ammissione diretta agli esami/colloqui, ecc.): rivolgersi agli Uffici Turismo delle Province.

http://www.regione.piemonte.it/turismo/lavorare/professioni/acc_eque.htm

Cordialità, Luigi Cesare Ivaldi



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Postato il: 17 gen 2010 : 10:19:03 by IP:
L'utente Marco_Fazion è offline! Marco_Fazion
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utente dal: 13 gen 2010

che cosa ne pensate, se con calma mettiamo giù una faq?
Forse mi sbaglio, forse ci sarà qualche resistenza (e forse no) ma credo che su una proposta del genere potrebbe esserci anche la collaborazione della nostra associazione, e del suo ufficio legale, cui noi chiediamo consigli quando ci incartiamo...
Ma, al di là di questa prospettiva, per me auspicabile dato che alcuni dei nostri associati sono anche vostri iscritti, sembra un'idea praticabile (e, sopratutto, utile a qualcuno, dato che si fatica non poco a predisporla?)
un caro saluto a tutti
Marco Fazion

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normative in merito allo svolgimento della professione di guida con o senza asini

postiamo qui un argomento che si sviluppa da tempo e che appassiona e in cui è giusto dare gli approfondimenti necessari

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Postato il: 17 gen 2010 : 10:22:28 by IP:
L'utente Marco_Fazion è offline! Marco_Fazion
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utente dal: 13 gen 2010

questo è semplice_
se la Gae ha il suo domicilio professionale in una regione non normata è un abusivo in qualsiasi regione normata, anche se ci lavora un giorno (per lunga tradizione in Aigae non denunciamo colleghi di regioni non normate che vengano nella nostra regione con i LORO clienti)

Se la Gae proviene da una regione normata può lavorare in ogni paese Ue e nelle maggior parte dei paesi del mondo (alcune dittature, come la Cina, obbligano a un "ufficiale di collegamento") in via occasionale (ad esempio trekking) con i PROPRI clienti. (cioè i clienti dell'agenzia che lo ha ingaggiato)

l'unica regione che, per proteggere le sacre guide delle sacre 5 terre, aveva posto un vincolo territoriale (provinciale) era la Liguria. Alla prima bastonata dell'Aigae (corte europea, procedura in frazione) ha smesso di fare multe a noi stranieri di altre regioni, quando ha visto il bastone di nuovo ha deciso di accordarsi, stanno cambiando la legge e intanto non denunciano più menneno i loro cittadini.

Se invece, da regione normata, vuoi stabilitirti in altra regione normata, devi a volte sostenere un'integrazione di esame su quel territorio (non sulle materie di base); in umbria da regione normata entri tout court.

un caro saluto
Marco


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Pongo un nuovo quesito:



- Se una GAE "opera" al dì fuori della regione dove ha ottenuto la qualifica, deve comunicarlo nella regione in cui si sposta oppure no?





Grazie

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Postato il: 17 gen 2010 : 10:31:40 by IP:
L'utente junior06 è offline! junior06
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Nuovo utente
posts: 35
regione: Piemonte

utente dal: 15 mag 2008

Caro Marco perchè dici che non c'è il codice ateco?

ATECO 2007
(6 cifre) 79.90.20

Descrizione Ateco 2007 (6 cifre)
Attività delle guide e degli accompagnatori turistici

E' ben questo che usiamo, no?

Secondo me, una bella FAQ non farebbe male e potrebbe consertire ad altri colleghi di non sbagliare.

Ho capito con le Tue delucidazioni, le salsicciate. Hai ragione, può capitare la gastroenterite e sono c.z..z

Buona giornata e grazie
firma: Meglio essere ottimisti e avere torto che pessimisti e aver ragione.
Postato il: 17 gen 2010 : 15:47:39 by IP:
L'utente marta è offline! marta
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Utente semplice
posts: 61
regione: TOSCANA

utente dal: 17 dic 2007

Sostengo l'idea della FAQ.....
ci vorrebbe così non rompo più tanto le scatole alla segreteria dell'AIGAE!

Mi scusi Sig. Marco...

mi sa dire cosa possa essere un sentiero certificato ? Nella mia zona ENGEA sta certificando un ippovia all'interno del Parco Nazionale: il mio dubbio è il seguente...Engea ha i suoi tecnici in zona e solo loro, secondo la predetta certificazione ISO/ VISION possono operare su quel sentiero....quindi noi gae siamo tagliate fuori dalla frequentazione del sentiero? o peggio, il Parco Nazionale e il Corpo Forestale dello Stato che hanno incaricato Engea della certificazione, possono impedirci di operare sul sentiero o obbligarci a tesserarci Engea per operare?


Scusi...un ultima domanda ....io proprio non riesco a capire come si possa certificare un sentiero del Parco ( come scritto in tanto di pubblicità anche a Verona Fiere ) : mi può cortesemente essere d'aiuto e spiegare il lavoro di questi sedicenti tecnici sul mio territorio?

Marta Signi
GAE TOSCANA

firma: no asino no party
Postato il: 17 gen 2010 : 20:23:45 by IP:
L'utente junior06 è offline! junior06
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posts: 35
regione: Piemonte

utente dal: 15 mag 2008

Sig.ra Marta, se mi consente mi permetto di darLe una risposta.
Primo punto, la certificazione di un sentiero o di una ippovia non preclude proprio nulla a nessuno;
Di mestiere mi occupo di certificazioni qualità, ambiente e sicurezza, per cui sono certo di quel che dico.
Aggiungo altresì che i termini di questa certificazione sono alquanto curiosi per molti, infatti la certificazione si divide in due argomenti:

1. certificazione di sistema
2. certificazione di prodotto

Sono molto diverse e la seconda molto più complessa della prima, per documentazione e quant'altro.
Per le ippovie tra l'altro è necessario capire chi certifica e cosa si certifica; il proprietario del sentiero dovrebbe, secondo me, essere colui che si fa certificare.
Pertanto è da stabilire chi è il proprietario o il possessore del sentiero, quali sono i termini della certificazione, ma, sono pronto a sostenerla, di certo non possono negare le Sue attività.
Qual è l'ippovia?
Le suggerisco di porre domande anche al proprietario del sentiero/percorso e poi naturalmente all'organizzazione che è deputata a preservare i Suoi diritti di GAE, quindi, al sig. Fazion.
Le allego due link da visitare che chiarisce molto bene addirittura 3 modi di certificare.

http://www.icila.org/pressoff/differenze%20tra%20certificazioni_00.pdf

http://accompagnatoreturistico.blogspot.com/2009/11/al-via-alle-ippovie-certificate-in.html



certificate-in.html
firma: Meglio essere ottimisti e avere torto che pessimisti e aver ragione.
Postato il: 17 gen 2010 : 21:06:47 by IP:
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posts: 10
regione:

utente dal: 13 gen 2010

Gent.ma Marta,
mi associo completamente con quanto ottimamente esposto fin qui...
Aggiungo che abbiamo affrontato spesso il problema di alcuni divieti di accesso "pelosi".
Se ci sono terreni privati - o demaniali o comunque di uso civico - dati in gestione, sono battaglie perse: entra che dicono "loro".
Se sono Aree protette possono vietare temporaneamente o permanentemente accessi non concordati e accompagnati. Anche qui sotto la falsa esigenza di tutela di una specie protetta si cela spesso la protezione della specie delle Guide Parco. E non si può fare nulla ugualmente.

Nei primi due casi, non si buttano via i soldi dei Soci, gli avvocati costano e si sa che perdiamo.

Nell'ultimo caso, se si tratta di aree "pubbliche" la si ha vinta, in genere alla prima lettera dell'avvocato, dato che sanno benissimo che perdono loro...
Che una certificazione possa costituire il presupposto legale per un divieto di transito mi fa accapponare la pelle, comunque è la prima volta che lo sento dire..., spero sia solo una sua preoccupazione e non un dato attuale...
cordiali saluti
Marco

PS: se uso male lo strumento del forum, che non conosco, vi prego di avvertirmi...

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Messaggio quotato

Sig.ra Marta, se mi consente mi permetto di darLe una risposta.
Primo punto, la certificazione di un sentiero o di una ippovia non preclude proprio nulla a nessuno;
Di mestiere mi occupo di certificazioni qualità, ambiente e sicurezza, per cui sono certo di quel che dico.
Aggiungo altresì che i termini di questa certificazione sono alquanto curiosi per molti, infatti la certificazione si divide in due argomenti:

1. certificazione di sistema
2. certificazione di prodotto

Sono molto diverse e la seconda molto più complessa della prima, per documentazione e quant'altro.
Per le ippovie tra l'altro è necessario capire chi certifica e cosa si certifica; il proprietario del sentiero dovrebbe, secondo me, essere colui che si fa certificare.
Pertanto è da stabilire chi è il proprietario o il possessore del sentiero, quali sono i termini della certificazione, ma, sono pronto a sostenerla, di certo non possono negare le Sue attività.
Qual è l'ippovia?
Le suggerisco di porre domande anche al proprietario del sentiero/percorso e poi naturalmente all'organizzazione che è deputata a preservare i Suoi diritti di GAE, quindi, al sig. Fazion.
Le allego due link da visitare che chiarisce molto bene addirittura 3 modi di certificare.

http://www.icila.org/pressoff/differenze%20tra%20certificazioni_00.pdf

http://accompagnatoreturistico.blogspot.com/2009/11/al-via-alle-ippovie-certificate-in.html



certificate-in.html

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firma:
Postato il: 18 gen 2010 : 21:40:06 by IP:
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posts: 10
regione:

utente dal: 13 gen 2010

se avessimo una professione riconosciuta a livello nazionale (come le turistiche) avremmo il nostro, codice ateco... e all'Agenzia delle entrare risulterebbe che guadagniamo si è no 150 al giorno full time...
ma, come direste voi ... campa cavallo!

già la gastroenterite non fa sconti.... lì ci si salva solo col pasto autogestito. La verità è che fuori dai ristoranti va tutto bene finché va tutto bene... ma si deve comunque lavorare...

Per la Faq, Massimo, che te ne sembra, e come si potrebbe organizzare?

un salutone a tutti



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Caro Marco perchè dici che non c'è il codice ateco?



ATECO 2007

(6 cifre) 79.90.20



Descrizione Ateco 2007 (6 cifre)

Attività delle guide e degli accompagnatori turistici



E' ben questo che usiamo, no?



Secondo me, una bella FAQ non farebbe male e potrebbe consertire ad altri colleghi di non sbagliare.



Ho capito con le Tue delucidazioni, le salsicciate. Hai ragione, può capitare la gastroenterite e sono c.z..z



Buona giornata e grazie

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Postato il: 18 gen 2010 : 21:45:59 by IP:
L'utente marta è offline! marta
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Utente semplice
posts: 61
regione: TOSCANA

utente dal: 17 dic 2007

Grazie mille per i chiarimenti da parte di entrambi!

per il sig. Ivaldi...l'ippovia certificata da Engea è quella delle Foreste Sacre nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna. ( www.sitogea.it)

per il sig. Fazion qui si parla di un parco nazionale... ( una proprietà pubblica ) è possibile che accada tutto questo? ci sono precedenti di ippovie certificate o sentieristica certificata in Italia secondo la sua conoscenza?

scusate se insisto, ma personalmente non riesco proprio a capire dove Engea voglia andare a parare con le sue certificazioni....potete spiegarmelo Voi?

grazie per la Vs attenzione

Marta
firma: no asino no party
Postato il: 24 gen 2010 : 10:08:53 by IP:
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regione: Veneto

utente dal: 08 giu 2008

Ciao a tutti,

sono Carlo da Vicenza e da qualche anno mi sto interessando di Asini. Sono guida GAE e nel prossimo futuro sono intenzionato a fare qualcosa con i ciuchini.
Leggevo su raglio.com che è da poco partito un
CORSO on line di TREKKING CON L'ASINO sul sito www.asinodays.org

ho provato a smanettare per trovare il topic, la cartella, nel forum ma non sono riuscito ad arrivare a nulla!!

Qualcuno mi potrebbe aiutare?

Grazie
firma: gooten mòrgut
Postato il: 06 feb 2010 : 10:56:06 by IP:
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regione: Piemonte

utente dal: 15 mag 2008

Un corso on line per una attività pratica non credo sia percorribile, si potrebbero organizzare alcuni interventi formativi in elearning e poi qualche stage pratico.

firma: Meglio essere ottimisti e avere torto che pessimisti e aver ragione.
Postato il: 10 mar 2010 : 14:11:40 by IP:
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